Relazionarsi con il dolore

Stare male… fa male ed è per tutti difficile rimanere a sentire quello che si sta provando dentro finchè accade.

La verità è che non siamo stati istruiti a relazionarci con la sofferenza e tutto attorno a noi, attraverso la grande varietà di stimoli a cui siamo sottoposti, sembra suggerirci cose come:

“Non ci pensare su. Esci, sorridi e affronta la quotidianità senza rivelare il tuo stato interiore”.

Magari intanto il tuo partner ti ha lasciato o convivi quotidianamente con le discussioni in casa.

Ma perché è così importante nascondere il dolore nelle nostre giornate? Per renderci più attraenti agli occhi degli altri? …O forse, temiamo profondamente il crollo della nostra immagine?

Ci proteggiamo dal mostrarlo agli altri così come ci proteggiamo dal provare fino infondo quello che stiamo vivendo.
Se però ci capita di rifletterci nello sguardo di qualcuno che lo comprende, improvvisamente può diventare facile aprirsi e condividerlo. Ma quante persone incontriamo ogni giorno, in grado di aiutarci in questo? E noi, saremmo pronti davvero a liberare profondamente, le emozioni che stiamo provando? Senza ragionarle, senza giudicarle, senza sentirci giudicati?

Tutti noi, chi più chi meno vive periodi di sofferenza, soprattutto all’interno della relazione di Coppia, ed il modo con cui li affrontiamo, ci dice già se li risolveremo o ne rimarremo intrappolati.

La domanda fondanentale da porsi è questa: Stiamo affrontando davvero la sofferenza all’interno di noi? O la stiamo raggirando?

Forse ti sarai già accorta/o che ognuno di noi ha dei modi del tutto personali per fuggire dal dolore, ovvero possiede un settaggio interiore particolare, e questo settaggio determina il modo con cui si incastra all’interno delle sofferenze che vive, finendo per PROLUNGARLE, NON COMPRENDERLE, LASCIANDOLE IRRISOLTE… RIPETENDOLE.

Questi sono i principali modi che mettiamo in atto per fuggire dal dolore:

  • Scomparendo tra i propri pensieri, fantasticando una realtà diversa
  • Sfogandosi e colpevolizzando il partner
  • Colpevolizzando sè stessi, torturandosi
  • Penalizzando il partner cercando di sentirsene superiori
  • Razionalizzando, prendendo distanze emotive
  • Riempendo il proprio tempo con dei diversivi

Questi atteggiamenti anche se espressi in modo molto sintetico, sono modalità soggettive per evadere dalla sofferenza.

Sono modalità naturali di difesa, per PROTEGGERE DAL DOLORE.

E tu, in che modo evadi dalla sofferenza? Qual’è la tua prima modalità di difesa?
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